giovedì 17 dicembre 2009

da non credere



uno si fa un giro per curiosità su TuttoCittà....

lunedì 14 dicembre 2009

ed io mi volto, ti sorrido. e non ci sei
ed io mi volto, ti parlo. e non ci sei
e non ci sarai.

martedì 17 novembre 2009

come volevasi dimostrare

non cambia niente, qui poi cosa vuoi che cambi, già son depresso di mio, figuriamoci.
ma tale è l'incazzatura...

se andate a leggere un paio di post fa potete leggere quanto per me SB fosse in fin dei conti ben ricattabile. Seguì il caso Boffo e vi fu da parte, mi pare, del cardinale Bagnasco o Bertone o non so chi una affermazione per la quale mai e poi mai la chiesa avrebbe messo sul piatto della bilancia perdonanze, anatemi, stigmatizzazioni etiche o morali per ottenere alcinchè, e che le loro osservazioni erano scisse da un qualunque ipotizabile mercanteggiamento di favori con il governo.
dixit.
e che si legge oggi sul giornale ? :

A chiese e luoghi di culto 29 milioni dei 44 che i contribuenti
avevano deciso di devolvere all'erario. I dubbi del Parlamento

L'otto per mille destinato allo Stato finisce a parrocchie e monasteri
ROMA - Pontificia Università Gregoriana in Roma, 459 mila euro. Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila euro. Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila euro. Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila euro. L'elenco è lungo 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Non si tratta di uno dei tanti decreti, ma quello che ripartisce per il 2009 i 43 milioni 969 mila 406 euro che gli italiani hanno destinato allo Stato in quota 8 per mille dell'Irpef. Basta sfogliarlo per scoprire che confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie assorbono la quota prevalente di quanto i contribuenti avevano devoluto a finalità umanitarie o per scopi di assistenza e sussidi al volontariato.

E invece? Succede che i 10 milioni 586 mila euro assegnati al capitolo "Beni culturali" sono finalizzati in realtà a restauri e interventi in favore di 26 immobili ecclesiastici. Opere che avrebbero tutte le carte in regola per usufruire della quota dell'8 per mille destinata alla Chiesa cattolica, col suo apposito fondo "edilizia di culto". Come se non bastasse, la medesima destinazione (chiese e parrocchie) hanno anche gli altri 19 milioni destinati alle aree terremotate del centro Italia (14 per l'Abruzzo).

"L'atto del governo n. 121" è stato predisposto ai primi di settembre da un presidente Berlusconi reduce dall'incidente diplomatico del 28 agosto con la Segreteria di Stato Vaticano. Sullo sfondo, la (mancata) Perdonanza dopo il caso Giornale-Boffo. Il documento, poi trasmesso alla Camera il 23 settembre, conferma intanto che i soldi vanno allo Stato ma entrano di diritto nella piena discrezionalità del capo del governo, per quanto attiene al loro utilizzo. È un atto "sottoposto a parere parlamentare" delle sole commissioni Bilancio. Quella della Camera lo ha già espresso, "positivo", il 27 ottobre, quella del Senato lo farà nei prossimi giorni. Eppure, anche la maggioranza di centrodestra della commissione Bilancio di Montecitorio ha lamentato le finalità distorte e ha condizionato il parere finale a una serie di modifiche, contestando carenze e incongruenze del decreto.

Tra le più sorprendenti, quella che riguarda la "Fame nel mondo", "alla quale nel decreto vengono attribuite risorse finanziarie alquanto modeste, a fronte di richieste di finanziamento di importo limitato che avrebbero potuto essere integralmente accolte". Insomma: governo ingeneroso verso i bisognosi. In effetti, ultima pagina, al capitolo "Fame nel mondo", sono solo dieci le onlus e associazioni finanziate per 814 mila euro, pari al 2 per cento del totale.
Tutto il resto? A chi sono andate le quote parte dell'Irpef che gli italiani hanno devoluto allo Stato? La parte del leone quest'anno la fanno gli "interventi per il sisma in Abruzzo". Sono 32 e assorbono 14 milioni 692 mila euro. Ma il condizionale è d'obbligo. A parte la preponderanza anche qui di parrocchie e monasteri (la quasi totalità) tra l'Aquila, Pescara e Teramo, tuttavia altro non quadra. E a rivelarlo è proprio la commissione parlamentare presieduta dal leghista Giancarlo Giorgetti: "Le richieste di finanziamento relative all'Abruzzo risultano presentate in data antecedente al sisma dell'aprile 2009 ed appare quindi opportuna una puntuale verifica e un coordinamento con gli interventi previsti dopo il sisma".

L'ammonimento è chiaro: quei beni finanziati in Abruzzo non sarebbero stati danneggiati dal terremoto del 6 aprile, non quanto altri almeno. Perché dunque si dirotta lì un quinto dell'intera quota dell'8x1000? Il sisma del dicembre 2008 in Emilia garantisce a 9 tra parrocchie e monasteri del Parmense altri 4 milioni, mentre 11 milioni sono parcellizzati per i danni delle restanti calamità in tutta Italia.

Ma ecco il punto. Oltre 10 milioni finiscono ad appannaggio dei Beni culturali. Ventisei tra consolidamenti e restauri, quasi tutti per diocesi, chiese, parrocchie, monasteri. Solo per restare alle cifre più consistenti, ecco il milione 314 mila euro per la cattedrale dell'Assunta di Gravina di Puglia, il milione 167 mila euro per il restauro degli affreschi della chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli, oppure i 987 mila euro per il restauro di Santa Maria ad Nives di Casaluce (Caserta), i 579 mila euro per San Lorenzo Martire in Molini di Triora o i 413 mila euro per la "valorizzazione della chiesa San Giovanni in Avezzano". E poi, la Pontificia Università Gregoriana e la Compagnia di Gesù. Anche su questo capitolo le bacchettate del Parlamento: la priorità dovevano essere "progetti presentati da enti territoriali", non ecclesiastici. Ci sarebbe anche il capitolo "Assistenza ai rifugiati", al quale però, per il 2009, il decreto firmato dal premier Berlusconi destina 2,6 milioni, poco più del 5 per cento del totale. E quasi tutto (2,3 milioni) va al solo Consiglio italiano per i rifugiati. Concentrazione "non opportuna", censura infine la commissione Bilancio: "Altri progetti non finanziati risultavano meritevoli di attenzione".


fanno veramente schifo. ho anche scritto una lettera all'Avvenire, prima di realizzare che l'ultima pubblicata sul giornale on line è del 20 settembre.
abituato alle lettere de l'Espresso o Repubblica non immaginavo che un quotidiano
come l'Avvenire pubblicasse una lettera al mese.....

riflettete dunque la prossima volta che date un centesimo allo stato, se al governo c'è sappiamo chi. evitiamo. meglio dare l'8 per mille ai valdesi. molto meglio.

lunedì 9 novembre 2009

non mi interessa

non ho nulla da dire e ancor meno voglia di dirlo. se mi ritorna si vedrà.

venerdì 16 ottobre 2009

figli di maria

ieri, tra una ricetta, una lite in famiglia, un gabibbo, un pacco ed un culo di velina, la tv, canale 5, ha trasmesso le immagini inquietanti di un signore, sconosciuto ai più, che passeggiava di sabato, andando dal barbiere. immagini raccolte di nascosto, a sua insaputa. il cielo o il caso hanno voluto che non si mettesse le dita nel naso, o si ravanasse il pacco, o si abbandonasse, complice un angolo nascosto, ad una salvifica grattata di culo. orbene, quell'uomo è un magistrato, una vulpecula quaedam, tal Mesiano, assurto agli onori in quanto ha messo le mani in tasca al ridens, comminandogli una multa di 750 milioni di euro.il ridens vedi caso è proprietario del canale tv che ha trasmesso il filmato. nell'indifferenza, appunto, una via di mezzo tra scherzi a parte, carramba, la gogna. l'occhio livellato ha colto la cosa senza nessun segno particolare. svilendo ed equiparando un giudice al livello di un coglione di paperissima che si spappola sugli sci. a me questa notizia "minore" incute molto molto molto timore. e mi chiedo. ma a svastichella, che magari era il caso tutti vedessero che faccia ha, anche solo per evitarlo, un dieci minuti di pedinamento no ? no, meglio un dipendente dello stato che non ha fatto niente se non quello per cui proprio lo stato lo paga. nei termini prescritti. per me è spaventoso. ed il fatto che, sicuramente, non ci saranno strascichi o conseguenze mi convince del fatto che purtroppo questo paese non ha gli anticorpi necessari a fermare la barbarie da topi in trappola, violenti ed afasici che ora si sfoga su gay, neri o altro. domani su chiunque venga inquadrato nel mirino, pardon, obiettivo di una telecamera. ora pare che la magistratura si incazzi. ovviamente non è gossip, questo. è informazione. infatti mediaset già starnazza : basta bacchettate ! ecco, si, basta bacchettate. direttamente badilate nelle gengive. servi.

venerdì 25 settembre 2009

tribunale che vai, escort che trovi

leggo di una avvocatessa penalista sospesa per sei mesi, in quanto beccata in flagrante fellatio col cliente in carcere.ora, se sospendono una avvocatessa 6 mesi per un pompino, al ghedini che dà il culo da anni al nano viagrato, quanto lo dovrebbero sospendere ? e non fate i maligni insinuando a vita, ad una corda...

martedì 22 settembre 2009

brùm brùm rònf rònf


io penso che per dormire sul divano sia necessario un programma molto ben equilibrato tra interesse e noia. la cosa trasmessa non deve essere irritante ma moderatamente gradevole, senza sobbalzi e non interessantissima, altrimenti risveglia la curiosità o l'interesse e allora il sonno passa. anni fa mi abbioccavo serenamente con il golf in tv, presentato da mario camicia. era perfetto. cominciavo anche a capire cose come birdie par green approccio ferro nove. insomma, quelle simpatiche cazzate che anni dopo, sotto forma di cazzare la randa controvelaccio boma deriva e bolina avrebbero travolto con l'america's cup il popolo italiano. finita l'era del golf, visto che i campionati di boccette li fan troppo tardi, per quelle domeniche troppo afose o piovose, deresponsabilizzato da qualunque incombenza, sono cullato dal mmmuaaannnn mmmuaaannnn delle macchinine polistil. ahh, la formula 1. il turbinio ipnotico e letargico dove nulla nulla accade e dove i commentatori orgasmano per un nonnulla (svegliandomi !). la noia infinita di un gran premio in tv dove nemmeno più si spappola qualcuno, dove non accade più che pezzi di lamiera volino falciando il pubblico. una palla disumana dove imperano tatticismi dominati dai pit stop e dalle gomme morbide, dure, semidure, barzotte.... questo mondo ora disturbato dalla cacciata dal paradiso dell'Imbrollionaire che si consolerà tra le poppe grego-procaci. ma il mmmuaaannn mmmuaaannnn riprenderà, cullato da sponsor e codazzo al seguito. tutto tornerà come prima, giro il cuscino dalla parte fresca. yawn. rònf.
p.s. la foto è un simpatico calembour. briatore+radiato = radiatore.

venerdì 18 settembre 2009

Edizione Straordinaria !


Stamane tra le altre notizie, campeggiava sulla prima pagina on line di repubblica un titolo che rimandava ad un osceno gruppo apparso su facebook esultante per i soldati morti a kabul.
trovo francamente da giornaletto parrocchiale mettere in prima pagina on line ed in evidenza la boiata scritta da qualche deficente. basta che un furbacchione qualunque fondi un gruppo su FB e tutti saltano in aria. l'altro giorno ce n'era uno il cui titolo era "accoppiamo i negri da piccoli" e stesso scandalo, stavolta solo su FB.
io capisco la ricerca del sensazionalismo ma, come insigni giornalisti ci hanno sempre detto, se un cane morde un uomo, non è una notizia, anche se succede su internet. qui qualsiasi scoreggetta, se è su FB diventa mondialeglobalegalattica. anche loro, a dare gratis questo popò di palcoscenico ad un paio di dementi, son veramente dei coccoboidi.

lunedì 14 settembre 2009

Non perdiamoli di vista

Un pensiero fulminante mi ha attraversato la mente. Ma dopo averci frantoiato gli inguini ad ogni ora e su ogni canale, vessillo delle irrinunciabili istanze del popolo italiano, sull'onda festosa ed inarrestabile di internet, beffardo fustigatore di ogni malefatta, astuto stratega e sobillatore dell'azionariato bue, censore mediatico e grande oratore, il buon Beppe Grillo, che fine ha fatto ? Dopo la boutade dell'iscrizione al PD ( ennesima scarica di obice sulla croce rossa )tace e giace, avvolto dalle confortevoli coperte del suo blog. Ma lui e gli altri cannoneggiatori a cottimo, non ultimo il panda estinto in cachemire, il resistibile ascesso Fausto B., ora che i vascelli corsari delle televisioni Raiset non li portano in giro ad ogni ora, dove son finiti ? Ma il loro ego dilatato gli permetterà di capire quanto siano stati funzionali proprio a coloro che, ipoteticamente, avrebbero dovuto strenuamente combattere ? Ora che la loro doppia funzione di guastatori padroneggianti il fuoco amico da una parte e di alibi per una imparzialità di facciata dall'altra è scaduta come il latte a lunga conversazione, in quale sottoscala sono stati riposti ? Dovessero essere un giorno riesumati, sarà lecito riempirli di pernacchie ?

sabato 12 settembre 2009

il santo sepolcro. imbiancato.

Abbiamo un presidente del consiglio che si intrattiene con eburnee e longilinee gentildonne.
Questi comportamenti sono indubitabilmente contrari alla morale cattolica, neo e veterotestamentaria.
I detentori storici di detta morale, la Santa Romana Chiesa,stigmatizzano questi comportamenti.
I detentori suddetti, che sia giusto o meno, hanno un potere contrattuale elettorale fortissimo.
I comportamenti del presidente del consiglio, presidente di TUTTI gli italiani e non solo di quelli che ascoltano e seguono le istruzioni per l'uso degli amministratori della morale cattolica, lo pongono in una posizione indubitabilmente ricattabile.
Superfluo fare riferimento a sgravi fiscali, professori di religione senza concorsi, sovvenzioni a sanità e scuola privata,scelte etiche per leggi inerenti a regolamentazione pillole RU, accanimenti terapeutici, coppie di fatto...
Non penso a questo punto si possa parlare di ricattabilità ipotetica.
Non penso sia tutto riconducibile a mera questione privata.
Qui abbiamo il primo rappresentante di un governo che è, a causa dei suoi comportamenti privati, OSTAGGIO delle pressioni di uno stato straniero e delle sue interpretazioni della morale pubblica.
Credo che basti questo.
La vedo male.

mercoledì 9 settembre 2009

credere, obbedire e non pensare

c'è stata una simpatica sentenza del Tar del Lazio, poco tempo fa, che escludeva i professori di religione dagli scrutini, con questa motivazione: "Avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni o per chi dichiara di non professare alcuna religione, in Etica morale pubblica". la bella sentenza è stata rapidamente inficiata dai decreti della Gelmini che hanno ristabilito lo status quo, oltretutto su suggerimento del buon Fioroni, ex ministro del PD. quando si dicono le convergenze, eh ? ad ogni modo, è di oggi la notizia di una lettera firmata dal cardinale Zenon Grocholewski e da monsignor Jean-Louis Brugue's, presidente e segretario del dicastero vaticano, che testualmente recita : ''La natura e il ruolo dell'insegnamento della religione nella scuola è divenuto oggetto di dibattito e in alcuni casi di nuove regolamentazioni civili, che tendono a sostituirlo con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa, anche in contrasto con le scelte e l'indirizzo educativo che i genitori e la Chiesa intendono dare alla formazione delle nuove generazioni''. Inoltre, prosegue il documento vaticano, ''se l'insegnamento della religione fosse limitato ad un'esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e neutro, si potrebbe creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso''.

intanto non capisco dove sia il contrasto nei confronti, che so, di un credo religioso nel momento in cui si tratta in modo filosofico la religione. altrimenti mi chiedo come mai tuuutta la filosofia precristiana venga accettata e insegnata, visto che in molti casi fa a cazzotti con le basi del credo cattolico. ma è nella seconda parte che a me cadono veramente le braccia. in soldoni, il credere non si vuole essere sottoposto al vaglio della ragione. comparare anche semplicemente religioni altre, con le quali oltretutto anche solo per contiguità demografica dovremo fare i conti, creerebbe confusione. piccino, lascialo stare il bambino, non farlo pensare troppo chè si confonde. metti caso che poi ha delle idee sue proprie. e nemmeno possiamo più bruciarlo per eresia, porca miseria.

domenica 23 agosto 2009

Vuoto Assoluto

ammetto i miei limiti. ci sono cose che non so se per questioni anagrafiche, di formazione, di mia attenzione personale o non so cos'altro, proprio mi sfuggono. leggo on line che il maitre-a-caghèr fabrizio corona è stato inseguito, quasi raggiunto e quasi picchiato da una folla inferocita. lì per lì mi son detto: evvai ! un sussulto di decenza ! finalmente lo pestano ! allora c'è speranza, se ci sono reazioni cosi'. dopodichè leggo l'articolo e mi piglia lo sconforto. in breve i fatti. in una discoteca della locride (non hanno altri cazzi cui pensare, nella locride ??) era atteso il "manager dei paparazzi", questa ormai la sua qualifica. doveva fare un'ospitata. doveva arrivare a mezzanotte e invece è arrivato alle 4 di mattina e si è pure messo ad insultare e minacciare chi, tra il pubblico, si dimostrava più irritato per il ritardo. dopodichè han cercato di prenderlo per cazzottarlo ben bene e lui è fuggito. mi domando, e chiedo lumi ai miei 2 lettori : ma cosa cazzo vai a fare in una discoteca ad aspettare 4 ore perchè arrivi fabrizio corona ? e che farà mai uno che non sa fare un cazzo se non essere un degno rappresentante dei puttanieri smutandati che cosi' bene son rappresentati al governo ? ma sei deficente anche te, veramente annaspo cercando di intuire le aspettative di uno che in una disco aspetta 4 ore che arrivi un niente, un nessuno, una figurina vuota del circo televisivo. per vederlo ? per esistere un secondo riflessi in quella presenza ? son queste le reliquie, i santini di oggi ? davvero, è deprimente.

giovedì 6 agosto 2009

tanto rumore per nulla


si legge ora on line l'ultimo boato. indagato Cicchitto, corruzione, vendita candidature. l'indagato annuncia querele. non cambierà nulla. la magistratura indaga. la cosa vivrà qualche giorno, poi scopriremo un pinguino a due teste e parleremo d'altro.
eppure io mi ricordo che fino al 1989 c'era un certo pudore. gli scandali c'erano ma si doveva no insabbiare e si insabbiavano con metodo e sapienza. è anche vero che almeno un presidente della repubblica siamo riusciti a farlo saltare. ma per il resto dai petroli alle armi agli ior non è che molti abbiano pagato. che la classe politica facesse la cresta era notorio e risaputo, a sinistra come a destra. anzi, al centro, visto che la destra esisteva solo come corrente democristiana. poi è venuto l'uragano mani pulite. giorno dopo giorno si apriva il giornale alla scoperta di quanti fossero stati beccati dall'avviso di garanzia. un tiro al bersaglio che ha risparmiato ben pochi. un sabba di finta giustizia che si è poi visto a cosa ha portato. la dc è scomparsa nominalmente e qualche capoccione è stato mandato in pensione. l'orco ladro per eccellenza , morto latitante e contumace in tunisia, ora puo' aspirare anche ad avere qualche strada intitolata alla memoria, con anche l'opposizione che converge sulla sua statura politica. ma il buon Cesa, che portava per bavetta forlani le bustarelle a destra e sinistra (condannato in via definitiva) è ora presidente della Udc e pontifica sulla morale. tante seconde file dei partiti sono ricomparse con nuove vesti in altri schieramenti e abbiamo creduto di poter chiamare questo grosso rimpasto "seconda repubblica" , come fosse un punto e a capo, un nuovo inizio.ma seconda repubblica de che. la corruzione ha continuato a dilagare come e più di prima, senza nemmeno bisogno di insabbiare gli scandali. sono stati disinnescati semplicemente cambiando le leggi in corso d'opera. un po' come dire (ed è successo davvero) che cambiando la percentuale di atrazina ammessa per legge nell'acqua, questa diventa da velenosa a potabile. c'è quindi stata questa ubriacatura da luna park che, a mio avviso, è servita solo a portare a livello zero la possibilità di mettere al muro i responsabili. con una giustizia che non è mai definitiva, dove tutto è fluido, dove la condanna non è seria come l'avviso di garanzia, dove l'accusa è double face, la sostanza non c'è ma c'è solo forma, non si arriva mai ad un punto fermo, e la situazione del nostro primo ministro la dice lunga su quanto sia possibile arrivare in alto pur avendo qualche condanna. non parliamo del sanctissimo ac reverendissimo ex-gobbo malefico e satanasso Andreotti, riconosciuto coplpevole fino al 1980 di essere stato organico alla mafia, ma non per questo è stato ostracizzato dalle nomenclature politiche o mediatiche. anzi. se l'età e i quasi coccoloni in diretta non lo fermeranno, continuerà le sue comparsate da padre della patria e maestro di fine umorismo, insidiando il posto al nonno Banfi, questi oramai troppo grasso per insidiare le soldatesse o le infermiere del colonnello. insomma, todos caballeros. tutti colpevoli e nessun colpevole. gli scandali prima campani ed abruzzesi e calabresi ed ora pugliesi han trascinato nella mota e la monnezza anche la nomea della sinistra, infangando tutto quello di buono che si era potuto costruire, ed il povero Enrico mi immagino quanto stia trottolando nell'aldilà. oramai quello che, pure con raccapriccio, pensavamo, ovvero che la morale confinava direttamente con il codice, non è più nemmeno vero. anche tracimando in pieno codice si assolve, per distrazione, memoria corta, stanchezza, indifferenza. frastornati dalle tasche vuote e dagli spauracchi agitati ad arte gli italiani stanno incattiviti ed inebetiti, anestetizzati dal marasma, senza un punto di riferimento, senza una leva o un orizzonte morale cui riferirsi e calcolare le distanze. tutti la fanno franca, le mignotte vanno al potere, chi ce l'ha più lungo vince, il merolame e lo smutandazzo sono pietra di paragone, il furbastro domina, si vive in doppia fila pigliando per il culo i vigili. e allora mi chiedo ma a cosa sia mai servta quella stagione ? ma è davvero esistita ? o è stato solo un enorme regolamento di conti a noi estraneo, dove l'opinione pubblica è stata solo arma inconsapevole ? il dubbio mi viene, visto che da noi il controllo civile è sempre stato molto assente, visto che tutti in realtà hanno sempre remato per la loro barchina personale di casta, di loggia, di circolo, di camarilla, di circoscrizione. l'individualismo frignone ci sta portando ad un frazionamento di marca leghista, per ora col vessillo della regione Umbria, domani con le spedizioni della scala A contro la scala B, con le marmaglie comandate dal ragioner Pistazzi dell'interno 3. ho la sensazione che tutto in fondo sia scaturito, onda sotterranea e nemmeno troppo lunga, dagli spazi vuoti ideologici creatisi con il crollo dei muri, e che da quel momento, per esempio, sia stata possibile quella rinascita di una politica confessionale legata alla chiesa, con il Woitilaccio alla testa delle truppe cielline e polacche. nessuna ideologia politica è sopravvissuta, un sano ed auspicabile relativismo è stato superato da destra da uno scatenato nichilismo, grazie al quale nessun paragone è mai stato più possibile o applicabile. tutta merda, tutte merde. coi soliti che galleggiano. e mi domando, ma come: cose ben più lievi han fatto montare fenomeni come la lotta armata, e oggi nemmeno un traliccio fatto saltare in aria ? giornalisti molto meno asserviti e megafoni del potere sono stati gambizzati per cose che oggi nemmeno farebbero inarcare un sopracciglio. politici idem. niente. sia chiaro che non mi auguro niente del genere, ovviamente. ma mi chiedo quanto anche quelle manifestazioni fossero connaturate ad una gestione dei poteri e quanto fossero spontanee. ecco, la spontaneità l'è morta. tutto è replay, tutto è candid camera, tutto è registrato, l'occhio si volge in camera, in cerca di conferme e complicità. pronti a vendersi mentre si scoreggia. vedo questo paese come un corpo disossato steso nella savana, senza nessun anticorpo che possa salvarlo dalle iene e dai parassiti, senza nemmeno una cartilagine dove un muscolo purchessia possa fare leva per sollevarsi.

sabato 1 agosto 2009

tu vivrai con dolore

i sottanoni sono in agitazione. dopo aver stigmatizzato il puttaniere, guadagnandosi le occhiate grate dell'esercito sbandato della sinistra, ora con ben altra baldanza hanno inastato le lance per una ben più sostanziosa battaglia. la pillola del diavolo. la RU486, la pillola per l'aborto. questa medicina che, da anni e anni in tutta europa aiuta le donne che han fatto il duro passo di decidere per l'aborto, a farlo senza anestesie, interventi, è stata introdotta finalmente anche in italia. ma no. ai sottanoni gestori della morale e di tutto ciò che gira nell'orbe terracqueo creato dal principale non va bene. eh, cazzo. cosi' non soffri, cosi' la scelta,secondo loro, la puoi fare con leggerezza. no, cara mignotta che invece di vivere in purezza sei andata a farti scopare in giro. no, madre degenere che non vuole sfornare altra prole per l'esercito di dio. no. se proprio vorrai potrai abortire ma abortirai con dolore. eddevi patire !! dal biblico partorirai con dolore in poi, che volete, si sono affezionati. questa setta di stregoni maschi, assolutisti e sessisti (oltre che sessuomani e parecchio pedofili) non avendo mai fatto altro che al massimo uno stronzetto più duro e doloroso ad espellersi, sindacano e decidono sui patimenti da infliggersi a quelle matrici ribelli e con anima fresca di rodaggio che sono le donne. e questa pillolina non mortifica abbastanza la carne, e quindi sono già li a ricattare i politici della maggioranza che non si sono abbastanza opposti, e inducono i medici ad obiettare, a non dare questa terapia a chi ne ha diritto, così come già adesso son riusciti a rendere difficile l'accesso alla pillola del giorno dopo. a me spiace, ho tante persone anche vicine che credono in dio e penso che debbano avere tutto il rispetto. ma questa gerarchia di bastardi ragionieri dell'anima, col bilancino ed il calibro in mano, auto elettisi a giudici supremi che da una parte sono inflessibili e dall'altra assolvono i peggiori peccatori, purchè gli levino tasse e gli assumano insegnanti, fanno veramente schifo. e li vedo mentre il mondo gli scappa in avanti, condurre con rabbia e acredine questa battaglia di retroguardia. battaglia che possono combattere solo ed esclusivamente in un paese come il nostro a civiltà limitata e senza una classe dirigente od una opinione pubblica degna di questo nome. o qualche altro depresso paese analfabeta e sottosviluppato. li vedo che vorrebbero tanto ripristinare il sant'uffizio, la scomunica. in fondo sono dei repressi sanguinari il cui idolo è un uomo inchiodato al legno, cari vecchi uomini medicina che vorrebbero essere gli sciamani assoluti e gestire il potere con la paura della morte ed il ricatto del dolore. sulla pelle degli uomini ma, sopratutto, delle donne, loro acerrime nemiche da sempre perchè loro, si, creatrici. loro sì detentrici di quel possente legame di sangue e vita che loro, maschietti sterili, altro non possono che invidiare e combattere. per favore, mettiamoli alla porta. basta. che ammuffiscano nei loro sarcofagi romanici, barocchi, gotici dei centri storici e nei palazzi dei borgia dei colonna dei farnese. mummie cattive.

sabato 25 luglio 2009

Burn baby, burn


come tutte le estati le notizie da ombrellone incombono. la colonnina di mercurio /che tra parentesi nemmeno esiste più esendo stata bandita) i tuffi nelle fontane, il caldo l'afa ommamma l'effetto serra, gli incendi che poi sono dolosi che compromettono il clima, accusano gli allevatori mancano i canadair et etc a riempir pagine che presto sapranno di abbronzante. certo è che i temi ambientali, che siano declinati apocalitticamente o meno, la fanno da padroni. anche se a me pare un argomento come tutti gli altri, ovvero una chiacchera da bar senza che poi in effetti nessuno si senta in grado di intervenire realmente su fenomeni coì macroscopici. è altresì vero quanto sia indubitabile la deriva catastrofica di questi macroscopici fenomeni. io sono sinceramente preoccupato per quello che potrà succedere al mondo abitato da mia figlia, e mi chiedo come mai, a parte quelli cui conviene scientemente, non ci sia una azione estesa per cambiare lo stato delle cose. mi spiego un pò la cosa se penso che per milioni di anni le specie viventi hanno solo subìto, accettandolo, il capezzolo crudele e generoso di madre natura. ma l'uomo, effettivamente un pò metastasi, da quando ha piantato il primo semino di grano ha avuto la possibilità di pianificare il futuro. e pianificarlo implica automaticamente una serie di scelte, anche etiche o morali. per cui, a parole, si sa bene cosa sia necessario fare. ma purtroppo la patina culturale evoluta fa a cazzotti con milioni di anni di evoluzione, per i quali l'insegnamento buono, come gli animali ci fanno vedere tutti i giorni, è mangia ora finchè ce n'è, domani chi lo sa (semprechè uno il domani se lo immagini)ed è da questa schizofrenia che derivano i guai. è da troppo poco che abbiamo imparato a cambiare le cose, e le cambiamo profondamente. ma ancora nella parte primordiale del cervello non lo abbiamo capito. e questo potere e questa ignoranza ci porteranno, forse, alla rovina.

venerdì 3 luglio 2009

Al castello ! Al castello !

Frittole, quasi 1500. son passate le truppe marmaglia del duca. hanno razziato e stuprato. il visconte due settimane orsono si è spulzellato fronte/retro due giovinotte 16enni. il bisvescovo esige decime e si stropiccia i pargoli mandriani. il volgo tutto sa, la gazzetta della zolla informa nei particolari. in piazza si guardano e si chiedono che fare. bene, nel quasi 1500 a frittole o pigliavano forconi e torce o stavano zitti, pena essere scaraventati nelle segrete per nn uscirne più. ci stupiremmo di questa remissività coatta ? no. e mi dite, di grazia, cosa sia SOSTANZIALMENTE cambiato al giorno d'oggi ? l'unica differenza è che in realtà ai tempi la gazzetta della zolla non c'era, e la gente in piazza non si ritrovava se non per bruciare un paio di streghe. ma le possibilità di intervento REALI sono le stesse, e non riempiamoci la bocca di democrazia, il popolo, le istituzioni. plebe eravamo e plebe siamo. e festante che applaude il signore vestito di broccati che passa sul suo destriero blindato.

venerdì 26 giugno 2009

Riflusso nel privato

oggi, teso e sudato, ho assistito agli esami orali per il diploma di terza media di mia figlia. in prima fila, la vedevo di spalle che con la sua vocina rispondeva a tutte le domande, con tutte le inflessioni e le particolarità che fanno si che la riconoscerei fra miliardi. la mia ragazzina è andata alla grande. mamma che bella. una giornata di quelle che restano. brava.

Fenomeni e Baracconi


è morto michael jackson. prima reazione istintiva : ecchissenefrega.
poi ci ripensi e ti dici che era il peggio musicale che potevi immaginare. lui e madonna hanno traghettato lo showbiz in territori dove nessuno era riuscito a portarlo. dopo di loro tutti gli altri, chi più chi meno.
un territorio dove la creatività musicale era diventata sempre meno importante, soppiantata in percentuali mai prima raggiunte da quel contorno visuale, glamour, modaiolo, sovrastrutturale che è ora la sostanza preponderante nel mondo dello spettacolo.

lui più di tutti era entrato in un vortice dove la commistione fra sè e l'immagine di sè aveva raggiunto il limite.

come gli atleti il cui corpo è concepito come strumento sottoposto alla volontà, da forgiare per ottenere le migliori prestazioni, per jacko il corpo era diventato un laboratorio pubblico dove lui, come un transessuale deve adeguare al proprio patrimonio ormonale un corpo diverso, ha posto la propia negritudine su una incudine operatoria sia chirurgica che mediatica.

perchè, ed ecco la nuova anima dello spettacolo, non solo la trasformazione era ricercata per una ipotetica sua soddisfazione, non solo era strutturale per il proprio successo, adeguandosi a dei canoni estetici, ma la trasformazione stessa era diventata parte integrante. il fare, da transizione, era diventato soggetto.

tutto poi è riconducibile a quel mostro, a quella betoniera barocca, quel barnum che tutto mastica, dove per esistere ci si deve allontanare più possibile (e senza star dietro al segno più o meno dell'etica del gesto) da una normalità motosa ed indistinta. quel mostro grazie al quale oggi Giuda iscriota lo troveremmo in qualche reality o alla conduzione di qualcosa, per il tempo che la sua mostruosità regge alla parossistica usura del tempo. untempo molto veloce, in quanto l'animalaccio ha la peristalsi rapida.

il povero michael ha incarnato questo surf umano fin dagli inizi, con le sue peculiarità, le leggende. la camera iperbarica, la fotofobia, gli interventi chirurgici, il matrimonio con la figlia di un protomostro quale elvis presley (gran bel cortocircuito, aveva tentato) una sorta di matrimonio tra la donna cannone e l'uomo proiettile, insomma. ovvio poi che il lato oscuro dello specchio lo abbia azzannato quando ha potuto. i sospetti/certezze della pedofilia, i disastri fisici, le cure sbagliate, le fobie varie. proprio perchè il golem mediatico non guarda in faccia nessuno. se muovi alla meraviglia, sia che tu sia uno squartatore di vecchie sia che tu sia un medico dedito alla salvezza dei bimbi affamati, un redivivo albert schweitzer, a lui va benissimo. l'importante è che la cosa catturi l'attenzione quel tanto che serve per attaccarci quel cookie di guadagno, quella puntina di lucro che lo fa campare. e massima goduria è quando lo schweitzer si scopre essere stupratore di vecchie ! ah, li allora il bestione gode, vende la stessa merce ed in due colori, con un effetto rimbalzo meraviglioso, decuplicatore della forza del messaggio. un bel trip di andata e ritorno.

ed il jackson brother riccioluto e caruccio è stato la donna barbuta perfetta. ha scalato le cime della fama, ha sfondato con la sua (sua?) musica tutti i tetti immaginabili, ha dato tutto sè stesso per rimanere re della montagna, nel bene e nel male. ed è stato talmente prigioniero dei propri incubi e deliri che non ha badato a spese, si è immolato fino in fine, fino al sacrificio supremo. ma proprio quella morte, poco epica, non proprio maledetta, senza vomito, droghe, sangue, riti satanici, un infarto forse dovuto ad eccesso di medicine, quel corpicino stroncato non più nel fiore degli anni da una morte poco peccaminosa anzi un filino squallida, proprio quella sarà la nota finale stonata di tutta la sua architettura. i miti devono morire prima e bruciare ardenti. lui corre il rischio, lasciando debiti, straschichi pruriginosi, ettolitri di sbiancante scaduto, di passare nel sottoscala dei bluff, dei loffi. certo si cerca di fare il polpettone più possibile. già circolano le voci di morti misteriose, di fan deliranti, di complotti dietro le quinte, ma mi sa che siano solo sussulti per vendere financo la pelliccia della donna barbuta più strana che questa voliera di usignoli castrati abbia per ora ospitato.

domenica 21 giugno 2009

Così fan tutte

è molto interessante sentire questa intervista a Barbara Montereale. a prescindere dallo spaccato da bordello billionaire del mondo dove vive il nostro presidente del consiglio (mamma che nostalgia dei grigi burocrati democristiani..) a me fa morire la terminologia. la ragazza si definisce ragazza immagine. bella definiszione. lei fa questo, questo è il suo lavoro. se potesse se lo farebbe mettere sulla carta di identità. ragazza immagine. ovvero una bonazza da esposizione portata a giro per le fiere dei magnaccia a farsi guardare, a fare arredamento umano. ed è un lavoro. una bella ragazza oltre che studiare, imparare un mestiere, fare l'imprenditrice, produrre, creare, inventare, costruire, esprimere se stessa) puo' fare il poster umano. è una alternativa. ovviamente in questo nostro spicchio di mondo. dubito che in qualche bidonville o banlieue o zona depressa del resto del pianeta una ragazza possa pensare di fare la ragazza immagine. e nemmeno che questo possa portare, che so, a fare una fiction. o a finire su un'isola. ma non è la sola alternativa. l'amica carissssima della giovane Barbara (popputa, tatuata, sgrammaticatissima e già con figlio, ma senza marito) si chiama Patrizia Daddario ed è, ufficialmente, una escort. di lusso. no, non assomiglia ad una Ford. escort vuol dire puttana; e Barbara ne parla normalmente. la mia amica puttana. di lusso, pero', mica quelle disgraziate che fanno la posta al Sircana di passaggio, rumene o nigeriane, schiave. no no. un mignottone plastificato coi suoi agganci ben messi nel tessuto politico imprenditoriale e che, occasionalmente, si fa scopare dal nostro presdelcons (cosi' afferma Barbara nell'intervista). ci sono tante ovvie considerazioni etiche, morali da fare. il concetto di donna (donne relazionate ai fruitori finali, come dice il finissimo Ghedini. ma una che gli tira una badilata in quella faccia da pesce non c'è ?) come porsi rispetto al mondo del lavoro, il rapporto con la cultura, la conoscenza di se. ma sarebbe un vuoto esercizio di retorica. a me colpisce il patinato squallore, la cacofonia umana che traspare da questo racconto. ragazze immagine. una immagine davvero agghiacciante.

venerdì 19 giugno 2009

Pensare col culo

l'altro giorno l'abbronzatissimo presidente Obbama, durante una intervista in TV, infastidito da una mosca dispettosa, prima ha cercato di scacciarla e, alla fine, l'ha orgogliosamente spiaccicata. giustamente. una mosca. merdosa. miliardi di mosche. ho immediatamente pensato alle vibranti proteste dell'associazione mondiale amici della mosca. ma poi mi son detto no, non c'è verso. una moscaccia di merda mica ce l'ha qualcuno che tutela la sua incolumità. le mosche no, dai. il paguro crettato del belucistan ok, la categoria degli scrostatori di gomme dai banchi scolastici dell'Idaho anche, l'associazione nazionale scaccolatori di tarzanilli pure. ma le mosche cazzo fatecele schiacciare in pace. e invece no. gli estremisti coglioni della Peta han pensato bene (mica per motivi pubblicitari... noooo) di protestare contro l'omicidio. ed hanno regalato a Obbama l'oggettino della foto, una cosa praticissima che serve a catturare le mosche vive e rilasciarle all'aperto, sane e salve. ora, mi domando, ma chi cazzo si mette a inventare una cosa del genere ? ma che mangia la sera ? ma cosa fa nella vita ? ma dov'è finito il bel sano darwinismo per cui certi sottocerebrati schiattano per la salvezza della specie ? mah.

mercoledì 13 maggio 2009

Baricco, i teatri e Vanna Marchi


Avverto. E' un post lungo e palloso.

L'italia è un paese magico. Ma non nel senso ah la magia dell'italia. No, niente di romantico. Mi spiego. L'altra sera Baricco era da Fazio e rispiegava il perchè della sua proposta di limitare le sovvenzioni statali a teatri stabili e non per dirigere le risorse nei gangli vitali dello sviluppo mentale e culturale di massa, ovvero la televisione e la scuola. Non sto a ripetere le argomentazioni, per me più che condivisibili. Vorrei solo sottolineare quello che è l'atteggiamento dei difensori di queste strutture, e per far questo farei un passo se non indietro, di lato.

Va spiegata quella che, mi pare, è una peculiarità profonda della "cultura" italiana. Una cultura profondamente, essenzialmente "magica" nelle sue radici.
Magica nel senso proprio antropologico del termine. Ci si rivolge attraverso la magia e tutti i suoi meccanismi tra il fideistico e l'empirico nei confronti di tutti quei fenomeni ad un primo approccio incomprensibili. Per capirci, è l'atteggiamento del primitivo nei confronti del fulmine; lo si ritiene, non potendolo spiegare, appartenente ad una sfera ultraterrena, divina, incomprensibile e perciò deve essere gestito attraverso una ritualità sciamanica, religiosa, certo non razionale.

Ora pensate a certo teatro, a certa arte, e pensateci dal punto di vista fantozziano. Non vi pare che molta roba possa essere considerata una cagata pazzesca ? Ma ecco insorgere i paladini dell'arte contemporanea, del teatro sperimentale. Eccoci alle reazioni cui accennavo all'inizio. Si sono tutti scatenati contro Baricco argomentando, anche ragionevolmente, da un certo punto di vista, che quella cultura deve essere salvaguardata, deve essere resa fruibile, lo stato non può lasciarla in mano ad un libero mercato, ci troviamo gli spot in Romeo e Giulietta, in Ibsen, Ronconi sponsorizzato dalle patatine... ecc ecc.

Apparentemente un discorso condivisibile, se non fosse che.

Più che paladini dovremmo chiamarli sacerdoti. Se ci facciamo caso, infatti, i teatri o i musei da noi vengono chiamati spesso "templi" di quello o quell'altro. Templi. Cioè posti dove si va e si adora, non si va e si capisce. Dietro la prima fila di notabili della locale sezione del PCI decine di militanti francamente caproni si son sorbiti interminabili retrospettive in polacco del cinema rivoluzionario sovietico. Non capendo un cazzo. Ma non si poteva dire, sopratutto se l'officiante fa gli occhiacci al primo sbadiglio.

Ed ecco la caratteristica svelata. L'italia, paese a scartamento ridotto culturale, con 3 milioni dico 3 milioni di analfabeti TOTALI e non si sa quanti parziali, ha, nella stragrande maggioranza, un atteggiamento subìto, non compreso ma solo accettato nei confronti di determinati fenomeni culturali. Magico, appunto. Di suo non va oltre la sagra della porchetta, e si riempie la casa di poster orripilanti e croste impresentabili, che bloccherebbero la digestione in qualsiasi ristorantaccio sulla statale tosco romagnola.

Non si tratta di rendere accessibile, sovvenzionandola, un certo tipo di cultura. Si tratta di renderla comprensibile. E non la si rende comprensibile solamente frequentandola, senza alcuna preparazione, senza alcuna pedagogia.

L'italia è un paese di una arretratezza abissale. Scorci di vita medievale sono illuminanti. Apparizioni di Madonne a go-go, statue che piangono, gente che si flagella a sangue, adorazione di reliquie, stimmate. Tutti elementi tipici della nostra cultura profonda e di tutte le culture pre-moderne. Il sovrannaturale cosi' ben assecondato da 2000 anni di chiesa è pieno protagonista della nostra vita. A questo aspetto possiamo poi ascrivere altri e apparentemente diversi aspetti della cronaca.

Pensate che la vecchina o il pensionato avessero la più vaga idea di quali leggi finanziarie stessero dietro al meccanismo magico "dò-i-soldi-alla-banca-mi-dice-bond-mi-dà-il-20%" ? Niente, arrivavano là, versavano l'offerta al salmodiante officiante incravattato e se lo pigliavano nel culo religiosamente.

Cosa se non un atteggiamento magico ha permesso a Vanna Marchi di prosperare vendendo alghe prima e levando fatture dopo ? Ma se a me dicono il sale si scioglie, hai la fattura, quanti secondi passano prima che io lo pigli a pedate nel culo ?

E cos'è se non un atteggiamento magico quello che evidentemente spinge frotte di adolescenti e non a mandare sms a carissimi numeri dove gli dicono, e possiamo immaginare con quale accuratezza scientifica, le affinità di coppia tra Jessica e Maicol ? eppure le pubblicità ci tempestano i coglioni tutti i giorni, nelle reti e negli orari frequentati appunto dai teen ager; si vede che c'è gente che chiama.

Ed ecco come il cerchio si chiude. Da una ignoranza pre-industriale siamo passati senza soluzione di continuità ad una post. Viviamo come cavernicoli circondati da una tecnologia incomprensibile. Io NON SO come cazzo si accende la lampadina.
Pigio il tasto e oplà. Se non oplà smadonno, vedo se i fili son collegati, se non è fulminata, se non è saltato il salvavita, ma poi fine, basta, mi arrendo e con incensi e sacrifici umani invoco l'intervento del demiurgo elettricista o della santissima enel.

Qua da noi l'illuminismo non ha, ai tempi, attecchito. Governati da satrapie orientali, da oscurantisti reucci da operetta o sottanoni che, ma guarda tu che caso, sulla gestione del soprannaturale ci campano e prosperano da millenni, siamo stati tenuti ben lontani da ogni evoluzione scientifica; scientifica sia come materia che come metodo, rifluendo da sempre in massa, almeno da quando l'accesso ad una istruzione superiore si è allargato, in quelle discariche culturali che sono le materie umanistiche o giurisprudenziali. Ecco, il massimo della creatività da noi si è evoluto nella complicazione assiro-babilonese di un codice imperscrutabile e perciò, a sua volta, magico ! L'avvocato come officiante di un oscuro e nterminabile rito cui affidare la nostra vita.

E si vuol pensare che tenere in piedi un circuito culturale basato su simulacri completamente inattuali come il teatro alla Ionesco o le riproposizioni in chiave minimalista della Ifigenia o la rivisitazione in salsa Pop del Kabuki giapponese siano elementi di evoluzione e arricchimento ? Cosa sono ? degli impacchi che magicamente, appunto, applichi come cataplasmi e per una misteriosa proprietà transitoria illuminano il cinghiale ? Ma è teatro o una seduta spiritica ?

Ha perfettamente ragione Baricco, qua bisogna partire dalle basi. La cultura non ha bisogno di essere liberata da una gestione oligarchica, mentre le masse sono alle porte in attesa di godersi il 3° movimento in si bemolle della partitura andalusa di de falla, gli si deve insegnare l'ABC di tutto.

Si deve tornare al mestro Manzi, si devono mettere le mani nel calderone della vera cultura di massa, dove questa si forma e si struttura. La scuola, appunto, e la televisione. Si deve. Perchè non è solo un discorso di cultura alta, teatri stabili, arte contemporanea; il problema grosso è che la società italiana, e la classe dirigente che questa esprime, sono totalmente inadatte a gestire, programmare, prevedere, amministrare. Abbiamo ministri e politici di spicco che, a parte essere inquisiti, condannati criminali o altro, son dei geometri, degli ortodonzisti, dei semplici diplomati. Il nostro primo ministro è laureato in giusrisprudenza. Con una tesi sulla pubblicità. E si è guadagnato il pane sappiamo come. NOn certo come principe del foro.

Diventa cosiì comprensibile, alla luce di questa cultura magica, il gradimento di un premier considerato grande imprenditore seguendo le indicazioni del quale, per esempio, se avessimo investito in Enel e Eni, mesi fa, oggi avremmo perso il 30% del
capitale investito. E quindi Baricco dice parole sante e rivoluzionarie, quando esorta ad appropriarsi ed investire in scuola e tv, e le vestali attaccate alle tette di sovvenzioni pubbliche ( perchè poi non accenno minimamente alla gestione degli assessorati alla cultura, a cosa siano i consigli d'amministrazione di un teatro, quali giochi di potere, quali camarille, quali gilde nascondano queste strutture)non devono cacciare alte grida denunciando la violazione della sacralità. E basta. Non c'è niente di sacro, non c'è niente di magico. Chi l'ha provata sa quale sia la soddisfazione fisica che si prova quando si gode di un'opera d'arte non perchè l'hai vista sul pacchetto di cioccolatini, ma perchè conosce e riconosce la sua intima costruzione e questa gli parla di sè, di lui, della vita. E se non si comincia dall'inizio allora si questa cultura sarà alla mercè o di una ristretta oligarchia o di una colonizzazione di cialtroni patentati. Sempre, sia chiaro, stando attenti a non cadere nella pericolosa trappola di una controcultura purtroppo dominante di pierinismo, di scoregge e di sghignazzo dove invece di perseguire la ricerca di una ricca complessità ci si abbandona ad una crassa ignoranza demenziale.

Raffaele Fitto - Rapporti con le Regioni - Laurea in Giurisprudenza
Gianfranco Rotondi - Attuazione Programma - Laurea in Giurisprudenza
Renato Brunetta - Pubblica amministrazione - Laurea Scienze Politiche ed Economiche
Mara Carfagna - Pari Opportunità - Laurea in Giurisprudenza
Andrea Ronchi - Politiche Europee - Laurea in Scienze Politiche
Elio Vito - Rapporti con Parlamento - Laurea in sociologia
Umberto Bossi - Riforme per Federalismo - specializzato in elettronica applicata alla medicina ( e che è ??)
Giorgia Meloni - Gioventù (?) - Diploma di scuola superiore
Roberto Calderoli - Semplificazione Normativa - Laurea in medicina e chirurgia
Michela Brambilla - Turismo - Laurea in Filosofia
Franco Frattini - Esteri - Laurea in Giurisprudenza
Roberto Maroni - Interno - Laurea in Giurisprudenza
Angelino Alfano - Giustizia - Laurea in Giurisprudenza (finalmente l'uomo giusto al posto giusto....)
Ignazio La Russa - Difesa - Laurea in Giurisprudenza
Giulio Tremonti - Economia - Laurea in Giurisprudenza
Claudio Scajola - Sviluppo Economico - Laurea in Giurisprudenza conseguita a 52 anni
Luca Zaja - Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - Laurea in Agraria
Stefania Prestigiacomo - Ambiente - Laurea Scienze della pubblica amministrazione
Altero Matteoli - Infrastrutture e Trasporti - Diploma Ragioniere
Maurizio Sacconi - Lavoro Salute e Olitiche Sociali - Laurea in Giurisprudenza
Mariastella Gelmini - Istruzione - Laurea in Giurisprudenza
Sandro Bondi - Beni Culturali - Laurea in Filosofia

11 avvocati, 2 filosofi, 2 scienze politiche e 1 sociologia, 2 diplomati, un agrario, un elettrotecnico. La compagine più adatta per fronteggiare le problematiche dei nostri tempi.

venerdì 1 maggio 2009

Totonno* redivivo !!


Cari amici napoletani, ma che gli date da mangiare al nano ?

Non considerando il fatto che alle ultime elezioni il PDL ha preso il 34% dei consensi (il 75% di cui parla Tarquilvio... mah... ) e visto che sbeffeggia il 59% ottenuto da Barack Obama (di voti veri, stavolta, non di scoreggette dei suoi sondaggisti da cortile,è bene fargli notare che è ancora lontano dagli splendidi risultati raggiunti nella storia :

Ilham Aliev succede a se stesso con oltre l’80% dei consensi. Il presidente uscente dell’Azerbaijan ha vinto le elezioni.

24 marzo 1929. Plebiscito fascista per la nomina dei nuovi deputati. Risultati: 8.506.576 Sì (98,33%) e 136.198 No.

24 Febbraio 2008 - risultati elezioni: Gen. Raúl CASTRO Ruz eletto presidente. percentuale dei voti legislativi - 100%. percentuale dei voti - PCC 94.39%

Kim Jong-il è stato rieletto con il 100% dei voti. Candidato unico al seggio parlamentare del distretto numero 333, il dittatore comunista è stato incoronato da un plebiscito "popolare" e "assoluto"


Non deve disperare, comunque. Già cosi' gli va bene, per i suoi obbiettivi manca poco, la storia insegna : 15 marzo 1933.Il partito Nazista ottiene il 43,9%, la maggioranza relativa: il 56,1% dei tedeschi gli ha votato contro. Ma è al potere.

Insomma, egli continua a considerare la vita politica di un paese come la conquista del pacchetto di maggioranza, e non come una dialettica democratica di mediazioni, di incontri, di reciproche comprensioni. Vinco io e vi trombo tutti. Allora gli va segnalato che in casa sua c'è chi rema contro. Andate a leggere e guardate DOVE queste cose sono scritte.

* la foto nel titolo è di Antonio Petito, detto Totonno o'Pazzo. Gli somiglia pure !!

1° Maggio



Buon Primo Maggio. Festa dei lavoratori. Non del lavoro. Proprio dei Lavoratori.

domenica 26 aprile 2009

Oi Dialogoi

Sono questi giorni di transumanza scolastica. Nel nome di una ipotetica democraticità della scuola, di ruoli, di interazioni, di interessi (ma chi ? ma dove ? ma quando ??) teorie di mamme in fila indiana come formiche laboriose, strappando le mezzore dai loro impegni quotidiani, vanno ai colloqui coi professori. E scoprono così, come una epifania, come una agnizione da feuilleton ottocentesco che il loro Gigetto, Pierino, Maicol o Gionatan ebbene si, si impegna, ma potrebbe fare di più, di meglio. Non è stupido, no, non è un decerebrato con 45 secondi di attenzione e poi lo sprofondo in uno sguardo da neandertal, no, macchè. E' un genio in nuce solo un po' svogliato.

ed ecco dalla vivida cronaca di un banco tarlato da milioni di ore di gomiti inchiavardati, di caccole spiaccicate sotto, di incisioni al bulino di organi sessuali non accurati ma molto espressivi, uno di questi incontri.

"Colloquio fra la signora De Tiziis con il prof De Semproniis, di Xxxxxx ( materia a piacere)

"buongiorno prof, sono la madre di XXXX"
faccia vagamente inebetita del prof che scartabella l'archivio mentale, connettendo peggio di un oritteropo svegliato di soprassalto dalla caduta di un baobab sulla tana
"ah, si, prego si accomodi "
"allora prof, che mi dice, coma va quel cinghiale di mio figlio ?
" sicuramente è migliorato, rispetto alla scorsa glaciazione, a volte è un po' disattento, tende a dare fuoco a qualche barbone, ma sicuramente... hemmm... si si, si vede che a volte respira ed ha un elettroencefalogramma non piattissimo. certo, potrebbe impegnarsi di più"
(dal corridoio arrivano gli echi di uno stupro di gruppo ai danni della figlia della bidella, lattante di 7 mesi, a opera dei maschi riuniti delle terze, due dei quali con videocamera giapponese)
"ah, certo, guardi, io lo minaccio di levargli anche 2 minuti di fila la pleistescion, ma minaccia me e mio marito di aderire ad una setta satanica, di smembrarci e rivenderci al mercato degli organi, di sputtanare la casa in droghe, di sodomizzare la sorellina con il minipimer e di tatuarsi l'inno di forzaitalia sulla fronte, per cui, come dire, raccomandiamo l'anima a dio e gli regaliamo 6 iPod gia con 40giga di musica sopra e 3 motorini, 2 giubbotti ed un buono per una prestazione sessuale da consumarsi con una escort ucraina"

(in quel momento entrano di corsa sei adolescenti, tre maschi e tre femmine, alcuni obesi, altri anoressici e senza dire niente si precipitano dalla finestra, nel più raggelante silenzio)

"si, si capisco, signora (nome incomprensibile, una via di mezzo tra un starnuto di cigogna ed un rutto di camionista bulgaro) anche io del resto pago 2 rumeni perchè mi facciano da guardaspalle, e sono solo a due macchine bruciate e 3 gatti crocefissi sulla porta di casa."

(echi dal corridoio di picconi che smantellano le mura, estraggono i tubi e li spaccano, allagando 6 piani, distruggendo 8 aule, tra cui quella di informatica, la palestra e l'affogamento della supplente di matematica. il tutto immortalato per la gioia di iutiube dai soliti con videocamera digitale)

"la ringrazio, allora la saluto, ci vediamo presto." (cornuto bastardo ha ragione il mio tesoro santissimo che lo odi, domani passo a comprare il machete ed i ricambi per la sparachiodi)
"ma prego, signora, è stato un piacere !" (ahh ecco il delinquente, vedi il puttanone di mamma che si ritrova, ha l'intelligenza di un cubetto di porfido e la cattiveria di un torturatore della Cia... famiglie di merda, speriamo la crisi li schianti vivi)

dal cortile sale il fumo del preside, arso vivo. aveva inopinatamente ecceduto nei mezzi di correzione dicendo sottovoce di spalle fra sè e sè "A quello gli faccio mettere un votaccio".

Nomina Sunt Consequentia Rerum

cosi' diceva Giustiniano, ai tempi, dando quindi una direzione linguistica; da uno stato di essere ad una sua definizione. Si sono svolte adesso le cerimonie per il 25 aprile. Festa della Liberazione. Ovvero il 25 aprile del 1945 l'Italia è stata liberata e, conseguentemente, quella data è l'anniversario della Liberazione, appunto.
Il nano ed i suoi seguaci, che più affondano le radici del consenso e della loro storia personale nel fascismo e più erano a battere la lingua sul tamburo della commemorazione, ha messo il cappellino anche su questa data. E tra una equidistanza tra liberatori partigiani e macellai repubblichini ha infilato lì la sua specialità. Non dimentichiamocelo mai, è un venditore, è un salesman, è un piazzista. Di sè, delle sue milano 2, delle sue tv, della sua politica. E cosa fa un pubblicitario quando vuole rilanciare un prodotto, magari dopo che la proprietà è cambiata ?
NO, non si può scrivere Nuova Gestione. Quello va bene per le pizzerie. Si fa un riposizionamento col branding. Il marchio. Il nome. E allora ok, a questa festa del cazzo che evidentemente piace un casino a troppa gente perchè io continui ad ignorarla, ci vengo anch'io. Ma facciamo che gli cambiamo il nome ? Liberazione, liberazione.... ma da che cosa, poi ? ma chi se lo ricorda ? No, no, meglio una cosa ecumenica, dove non ci siano contrapposizioni, nemici, uno contro l'altro. Chè poi la liberazione l'hanno vinta anche i cosi, i comunisti, che schifo. Chiamiamola la festa della Libertà. Ma si. Che piace a tutti e che, incidentalmente, ma che caso fortuito, ma chi ci aveva fatto caso, è anche il nome del mio partito. E sai, la gente se gli dici che parmacotto è sinonimo di prosciutto cotto, alla fine lo chiama cosi', e si dimentica il vecchio nome.E poi tra festa della Libertà a festa del (partito della) Libertà il passo è breve. NOn prendiamolo mai sottogamba Sembra un gaffeur, sembra uno che spara cazzate, ma sa esattamente sempre quello che fa. E lo sa fare bene. Del resto non dimentichiamoci come s'è inculato baffino. Ed ecco quindi come il general manager di questa ditta sull'orlo del fallimento che è l'Italia ha invertito o vuole invetire il tempo linguistico. Dalla definizione si passa alla sostanza. Svuotando cosi' quello che, al di fuori anche da tutta la retorica che ci han versato sopra, dovrebbe essere un momento da ricordare, un pezzo grosso della storia del nostro paese. Un momento fatto di giusti e ingiusti, di colpevoli e di martiri. Facendone invece un flacone vuoto su cui chi può ci mette la sua etichetta. I meglio informati prevedono al posto del Natale una simpatica Festa del Compleanno, al posto della Befana una Festa della Donna Brutta Che Non Può Fare La Velina, San Silvestro sarà ! "1 2 3 Casino !!! , per Pasqua ci sta pensando Scapagnini... che resta... hmmm ... il 1° Maggio... hmmm... si accettano suggerimenti.

giovedì 16 aprile 2009

Un bel cazzotto nello stomaco

faccio un vile copia incolla, ma va diffuso. buona lettura.

"MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO..." (di Giacomo Di Girolamo)

martedì, 14 aprile 2009

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.


Giacomo Di Girolamo

venerdì 20 marzo 2009

Il Confronto



Umberto Scapagnini - Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Luogo nascita Napoli
Data nascita 16 ottobre 1941
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Professore ordinario di medicina
Partito Popolo della Libertà
Senatore a vita
Umberto Scapagnini (Napoli, 16 ottobre 1941) è un medico e politico italiano.
Biografia [ modifica]
Laureato in medicina nel 1965, libero docente in neurofarmacologia nel 1968 e nel 1972 specialista in neuroendocrinologia; dal 67 al 73 ricercatore e successivamente docente presso l'Istituto HAYMANS dell'Università di Gand (Belgio), la YC Medical Center san Francisco, California e docente al MIT di Boston. Consulente della NASA dal '69 al '75. Nel 1975 divenne professore ordinario presso l' Università di Catania, risultando il più giovane ordinario italiano della disciplina farmacologia medica. Umberto Scapagnini è autore di oltre 500 pubblicazioni scientifiche su prestigiose riviste internazionali e co-editore di oltre 20 volumi scientifici. Umberto Scapagnini è attualmente il decano della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Catania.
Nella città siciliana si affacciò alla politica diventando consigliere comunale con il PSI nel 1985. Vicesindaco ed assessore all'urbanistica tra il 1986 ed il 1987, aderì successivamente a Forza Italia e nel 1994 venne eletto deputato europeo; dal '94 al '99 è stato Presidente della Commissione di Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Energia del Parlamento Europeo. Confermato parlamentare europeo nel 1999, nel 2000 si candidò a sindaco di Catania ottenendo la carica. Ricevette un secondo mandato nel 2005, anno in cui vinse contro il candidato dell'Unione Enzo Bianco.
Da alcuni anni Umberto Scapagnini è il medico personale di Silvio Berlusconi, del quale ha affermato che «ha un sistema di tipo neuro immunitario veramente straordinario per cui niente mina la sua salute» e che egli è «tecnicamente immortale».
Durante i suoi mandati il debito del comune di Catania non ha fatto altro che crescere, con la conseguenza che la città si trova tutt'ora in grave crisi finanziaria, con fornitori che aspettano pagamenti da mesi, compresa l'ENEL. Dal mese di Gennaio 2008, infatti, e per praticamente tutto l'anno, varie zone della città, non solo dei quartieri periferici ma anche del centro cittadino, sono rimaste per più giorni prive di illuminazione a causa del non adempimento dei pagamenti all'Enel da parte del comune.[2] Infine è stato indagato per abuso d'ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei in costruzione nella città etnea. Il 12 febbraio 2008 si dimette dalla carica di sindaco e nonostante lo scandalo finanziario, è stato eletto deputato nelle liste del PDL, lista guidata da Silvio Berlusconi, nelle elezioni politiche italiane del 2008.
Il 2 maggio dello stesso anno è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione delle irregolarità nella concessione di contributi previdenziali da parte del Comune ai dipendenti per i danni da 'cenere nera' dell'Etna[5], 3 giorni prima delle elezioni comunali del 2005 che lo videro vincitore.
Nel luglio 2008 risulta indagato, assieme ad altri 40 funzionari comunali, per il buco di bilancio creato durante i suoi otto anni di amministrazione. Ciò nonostante ottiene la carica di deputato che gli concede l'immunità alla condanna del 2 maggio 2008


da "la Repubblica, 20/03/2009
Cardarelli, chirurgo opera mentre ha l'infarto
Cardarelli, tarda mattina di lunedì scorso. Sul lettino del complesso di Neurochirurgia c´è un anziano paziente, affetto da "glioblastoma". È un tumore che ha coinvolto una delicata area del cervello. Gli anestesisti gli infilano l´ago in vena, lentamente parte la soluzione che induce il sonno artificiale. Pronto, "lavato" come si dice in gergo tecnico e con la mascherina sul viso, c´è Claudio Vitale, il 59enne primario "incaricato". Inizia l´intervento.

Tutto sembra filare liscio, ma Vitale a un certo punto accusa un dolore al petto. È molto forte. Una smorfia, il chirurgo continua. Pensa a un reumatismo, si concentra sul campo operatorio. Ma col passare dei minuti, quel pugno al centro del torace si fa sempre più stretto. Lo specialista intuisce la gravità. Può essere un attacco cardiaco. Lo dice ai collaboratori. Lo invitano a smettere, lui si rifiuta. C´è un´emorragia da dominare e Vitale acconsente solo a farsi fare un prelievo di sangue per avere conferma del sospetto. Dieci minuti e l´infermiere agita il referto: "Infarto posteriore".

Il medico dovrebbe lasciare, ma da lui ancora un no deciso: «Prima finisco, poi mi ricovero». Sopporta il dolore e conclude l´intervento. Con successo. Nell´antisala è pronta la barella e trenta minuti dopo Vitale è sottoposto ad "angioplastica" per disostruire la coronaria. In serata è in Terapia intensiva. Ora stanno bene. Entrambi, medico e paziente.

Ora una piccola domanda. Secondo voi, dei due, chi ritenete sia più brobabile che denunci un immigrato irregolare ???

domenica 15 marzo 2009

Questa è una canzone capolavoro. Questa è una canzone che si adatta e plasma i tuoi stati d'animo. La puoi ascoltare quale che sia il momento che passi. Può lacerarti il cuore , puoi affogare nei singhiozzi, puoi volare felice, puoi pensarci, rifletterci sopra, capire te stesso, gli altri, l'altro, capire che sei una testa di cazzo, che stai facendo le cose giuste, o che hai fatto quelle sbagliate. E' una canzone che ti apre il cuore, in ogni momento, come molte delle canzoni di Fossati. E' una canzone che scava negli angoli bui come in quelli assolati.

In questo momento per me è una canzone di speranza.

video

martedì 10 marzo 2009

Il patto


Era notte. Fuori da quell'anonimo appartamento gli uomini scelti si incrociavano sul chi vive, in attesa che arrivassero. Lontano nella notte i soliti fuochi all'orizzonte. Niente arrivava là dove erano. La casa era deserta, solo quell'appartamento pulsava di una vita provvisoria, a termine. Finito l'incontro quelle stanze, ripulite da ogni segno di passaggio, sarebbero tornate ad essere delle mura disabitate e silenziose. L'area di rispetto, invalicabile, sorvegliatissima, si estendeva per un paio di isolati in ogni direzione. Nessuno era per strada, ogni via di accesso era sgombra e sorvegliata.

Un segnale gracchiò all'improvviso nella ricetrasmittente criptata. "arrivano" , disse secca una voce, e poi silenzio. Le strade si illuminarono di bolle di luce, fari potenti di grosse macchine nere come silenziosi piccoli soli seguivano il labirinto, avvicinandosi. Giunte di fronte alla casa, nessuna parola, solo cenni di proseguire dentro il cortile. Poi un docile sbattere di portiere, passi leggeri, porte che si chiudono.

L'unica stanza illuminata si animò e si trovarono di fronte, coloro che si erano accordati per stringere un patto. Un patto che avrebbe sicuramente cambiato il paese, se non tutto almeno in parte.

Da una parte, già sistemati nelle poltrone : Carmelo Mangano, capo oramai indiscusso di Cosa Nostra ; Salvatore Garramone, capo e rappresentante della quasi totalità delle famiglie camorristiche campane, da Napoli a Casale; Antonello Screti, capo della società segretissima della SCU, Sacra Corona Unita, in rappresentanza di tutti i clan pugliesi.E infine Girolamo De Stefano, capo delle 'ndrine di tutta la Calabria.

Dall'altra il primo ministro e con lui il ministro degli interni, quelo della difesa e quello di giustizia; poi un paio di sottosegretari ed il presidente del senato.
Oltre ai politici i segretari di due organizzazioni sindacali nazionali, il presidente della associazione industriali e delle principali organizzazioni del commercio.

Senza cenni di saluto, molto seri e concentrati si misero a sedere, abbozzando solo degli accenni col capo. Tutti sapevano chi erano gli altri, tutti sapevano il motivo per cui si trovavano in quel luogo e tutti sapevano ciò di cui si sarebbe discusso.

Prese la parola Garramone, rivolto a tutti, con voce bassa, ferma.

"Bene signori, nonostante tutto ciò che è intercorso tra noi, tra le nostre organizzazioni, tra le nostre strutture, penso sia giusto ricordarco cosa ci fa essere qua e perchè ci siamo."

Cenni d'assenso lo invitarono a proseguire, cosa che fece:

" Sono passati ormai 3 anni dal quel 2009 che ha segnato il massimo della crisi economica che ha travolto tutto. Che è successo lo sappiamo. Gente senza casa, senza soldi, senza lavoro. Gente incazzata. Gente abituata a avere tutto a comprare tutto. Gente che si è spesa la vita sua e quella dei padri finchè non è rimasto niente se non la rabbia. Gente che ha chiesto aiuto ai politici ed i politici hanno cercato di tapare i buchi , di tenere buona questa gente che prima si è scatenata contro gli altri i negri i cinesi e i rumeni. Ma questi prima hanno incassato, sono bruciati ma poi si sono incazzati pure loro. Quella è gente che nella miseria c'è nata e sa resistere più e meglio dei nostri figli di papà. E sappiamo come le città hanno bruciato e stanno bruciando, su al nord. Milano, Torino, Verona, Piacenza. I quartieri alle fiamme, gli scontri, i poliziotti morti, le vetrine sfasciate.
Interi quartieri sono diventati terra bruciata, nessuno si azzardava a metterci piede. Territorio loro, loro che si sono organizzati e che vi tengono testa.

E allora i nostri che hanno fatto ? Basta ronde, basta liste civiche. Lo abbiamo visto come si sono organizzati, i più violenti, coi bracci armati delle tifoserie ultrà, come le bande hanno infestato e saccheggiato e spremuto. E come qualcuno abbia cominciato a rispondere, a sparare. Lo sapete bene, voialtri. E la gente, i normali, i deboli, stretti nella morsa della miseria, che vi chiedevano aiuto, protezione. Ma non avete saputo aiutarli, senza idee, senza risorse, dopo che avevate cavalcato l'onda del terrore, adesso che il terrore correva per le strade, selvaggio, non sapevate come fermarlo."

Gli uomini di governo e gli altri, quasi con lo sguardo basso non dissero nulla, sapendo quanto tutto quello che aveva detto Garramone fosse vero ed evidente a tutti.

" Questo per ricordarvi le cose. E per dirvi che si, questo è successo. E succede. Ma non qui. Qui ci siamo noi, come in Calabria e in Sicilia ci sono gli amici nostri che meglio di voi sanno far funzionare le cose. Avete visto come le prime rivolte sono state fermate. Avete visto come quei pochi negri che si erano azzardati a rivoltarsi siano stati puniti. Li avete fatti vedere nei vostri telegiornali, inchiodati ai portoni, ai pali, agli alberi. Perchè noi non possiamo permettere il disordine. Il disordine qua siamo noi, ed è un disordine organizzatissimo, che funziona come un orologio svizzero. E perciò, ecco quello che proponiamo."

" Voi non avete le risorse per combattere queste due guerre, quella contro di noi e quella contro di loro. Almeno non dappertutto. E quindi. L'idea è questa. Noi qua diventiamo ciò che siamo sempre stati. Qua lo stato siamo noi. Basta pool, basta carceri, basta. Qua è roba nostra, comandiamo noi. Vi assicuriamo la pace, basta sangue, basta rivolte. Facciamo che qua le cose funzioneranno come vogliamo noi che funzionino. Basta rompicoglioni di giornalisti o magistrati col fuoco della verità. Quelli metteteli a posto voi, o altrimenti lo faremo noi. Basta prefetti, basta carceri, intercettazioni, 41bis. Piano piano, rilasciate i nostri, chè li aspettano a casa, chè devono travagliare per loro e per le loro famiglie. Qua gestiamo noi. E non ci rompete. Noi diventeremo una risorsa, coi nostri capitali. Le nostre attività funzioneranno perchè lo sapete come risolviamo noi il problema concorrenza. E investiremo, salveremo quelle fabbriche e quelle industrie che a voi pesa troppo mantenere. Faremo le cose per bene. Ma non ci saranno sindacati e scassacazzi. Per noi si lavora, e zitti. E allora voi potete avere le mani libere per tenere a bada gli altri, per far rigare dritte le teste calde, se e dove vi converrà. E potrete essere quello che la gente chiede, quelli che li fanno dormire tranquilli. Certo, lo sappiamo che non avranno molto modo di lamentarsi. E queste minchiate di opposizione, di partiti, di associazioni di consumatori che scassano il cazzo, e che consumino quello che gli diamo e si contentino. E se alzeranno la testa, bè, ve lo devo insegnare io come infiltrare i movimenti e piazzare qualche testa calda ?
Sapete bene come fare scattare qualche grilletto al momento giusto e poi le teste da rompere ve le metteranno sotto le mani da soli. Gli piace farsi vedere, credono di avere la verità e che questa in un mondo come questo basti a proteggerli.
Questo è quanto. Pensateci. E pensate anche che se vogliamo tutto il controllo che abbiamo lo possiamo muovere dove vogliamo noi. Anche contro di voi. E non è una minaccia, è per farvi capire che è meglio se lavoriamo assieme, è meglio se siamo amici. No ?"

Il primo ministro alzò la testa. La pelle tesa e lucida, lo sguardo piccolo e attento guardò le persone che aveva di fronte. Sapeva di non avere scelta.
Il mondo che lui conosceva stava affondando e qui bsognava cercare di salvare il salvabile. Certo nessuno poteva insidiargli il potere, nessuno aveva i mezzi o gli obiettivi per sfidarlo sul terreno che si era cosi' preparato con gli anni. All'inizio la crisi economica era sembrata una cosa buona, per stringere nell'angolo della necessità e nel ricompattamento nazionale una opposizione divisa, sfibrata, sbandata. Un gregge spaventato è sempre più facile da gestire. Leggi sempre più restrittive della libertà, in nome della sicurezza, erano passate grazie al monolitico controllo del parlamento. Se volevi mangiare alla greppia dovevi chinare la testa. Era semplice. Non per niente si era circondato di yes men e omuncoli dalle gambe corte.Facile poi era stato indirizzare con i soliti vecchi metodi la rabbia verso i capri espiatori più adatti. Gli immigrati, gli zingari. Ma aver aperto il vaso di pandora del fai da te da far-west, ai mostri mai sopiti di ogni uomo alla lunga non aveva rassicurato il gregge che sempre più povero e spaventato si era barricato in casa, risparmiando sotto le bombe, illuminato da un monitor dove si alternavano schizofreniche le immagini di morte e di lustrini. Aver saputo vendere cosi' bene l'immagine di un paese possibile lo aveva coinvolto. Non vendi mai bene se non credi nel prodotto. E per quanto artefatto, falso, pacchiano, in fondo a quel mondo mulinobianco lui ci aveva creduto. E allora va bene, si alla linea gotica. Era un prezzo congruo. Si sarebbero potute concentrare risorse, si sarebbe potuta fare pulizia, si sarebbero potute potare le siepi spazzando tutto lo sporco sotto il solito logoro tappeto ormai senza speranza che era quasi metà del paese. Che si fottessero. Aveva un paese da dirigere, lui. La sua personale Disneyland chiassosa e caciarona, di consumatori in fila allegri e colorati impegnati a spendere e spandere.
Quello era il suo sogno, e nessuno poteva toglierglielo.

Si alzò, guardando negli occhi il nuovo socio, e tese la mano.

L'accordo si sarebbe fatto.

giovedì 26 febbraio 2009

Venghino siori venghino

ci fanno vivere in un rutilante circo di luci e bagliori. ci fanno pensare che sia necessario avere i famosi 15 minuti di notorietà, come diceva warhol.
se prima era un diritto, oggi pare sia un dovere, per esistere. il mainstream è quello. vedi la passerella ? vedi i semidei illuminati ? vuoi fare una capatina ?
e allora tutto quello che spunta dal mare indistinto è utile e serve a quello scopo. quale che sia il segno etico, positivo o negativo. sei alla ribalta indistintamente per aver fatto 18 gemelli, per concorrere come sosia di paris hilton, per aver sparato a 20 compagni di classe. l'importante, se non hai il carattere e la lucidità
necessari per comprendere queste pulsioni quanto siano eterodirette, è distinguersi in un modo, qualsiasi. un ennesimo esempio è questo : "La storia di Elaine Davidson e della sua passione per i piercing ha inizio nel 2000 con l'ingresso ufficiale nel Guinness dei primati. Allora la donna di origine brasiliana ne sfoggiava ben 462. A nove anni di distanza il suo record personale ha raggiunto l'eccezionale cifra di 6005 piercing. "Non mi diverte fare piercing - ha dichiarato la donna - lo faccio per battere il mio record e portare la sfida a livelli sempre più alti". Sicuramente un record da non imitare."

Di esempi come questa tizia ne troviamo tutti i giorni, e non si deve credere siano comportamenti tipici solo di quelle fasce disagiate, sottoproletarie.
Certo che l'estrazione culturale è quella necessaria per pescare il pesce tonno. Cerco sempre di trarre delle lezioni, da questi segnali. Di usarli come lenti
utili a capire direzioni, derive, tendenze. Quando un primo ministro, un ministro, un sottosegretario , in una qualsiasi occasione con telecamere e microfoni
parla a ruota libera di traffioco di organi, di nazionalizzazione di banche o amenità del genere, trovo il meccanismo sia lo stesso. Non c'è una volontà reale,
non c'è programma. sono slogan, per apparire, per far sentire in giro il proprio nome, come una pubblicità. per esistere. a costo della decenza.

4wheeldriven


ho notato che ultimamente sia in radio che in tv, più del 50% delle pubblicità che passano sono di automobili. questa densità non so quanto sia proficua, facendo un marmellatone di nomi, prezzi, dotazioni. per cui tutto si spalma uniforme e lo scopo fondamentale della pubblicità moderna, piantare in testa il chiodino del nome da ricordare, va a farsi friggere. è patetico vedere questi dinosauri meccanici tutti lucidi scivolare in paesaggi improbabili, città deserte, luoghi esotici. mai un ingorgo, mai dei figli che si accapigliano nei sedili posteriori, mai uno che gira per ore cercando un parcheggio, bestemmiando. e di volta in volta il target presunto della macchina ( il giovane, la donna, la famiglia, il manager arrivato) che cinguettano con la loro macchinuccia leccandosela, strofinandosela, rimirandosela, vivendoci dentro come una estensione della loro casa. ed è ancor più patetico considerando che sono dei dinosauri tecnologici. se l'auto avesse avuto l'evoluzione tecnica dei computer, in proporzione, oggi andremmo tutti in giro su dischi volanti supersicuri con motori a sputo. uno sputo 1000km. e invece viaggiamo su bombe che ingoiano carburanti fossili in via di estinzione, soffocando noi stessi, il mondo, le città dove viviamo. e le case automobilistiche non è che cercano altre strade, no, non è che rinunciano a certi margini per offrire a tutti quelli che ora sono accessori destinati solo ad auto di fascia alta, non cercano di limitare dei mostri di motori totalmente inutili (mi son sempre chiesto chi cacchio compra un ferrari, quando la velocità media in città è di circa 11 kmh e sulle autostrade ci sono limiti e tutor),insistono invece a chiedere sovvenzioni statali da una parte (ma al potere non c'erano i liberisti ?) e dall'altra a pompare immagini intriganti di totem di lamiera, volti ora a soddisfare la praticità, l'eleganza, la voglia di status symbol, di prolunghe sessuali... sempre più ossessive, sempre più tambureggianti, annaspano come pesci tirati in secco, queste reclame raffinate, esaltate, un pò oscene.
sarà che in casa mia si è sempre badato alla praticità ed alla economicità delle auto, tenendole finchè non esalavano l'ultimo respiro. sarà che a me l'auto è sempre sembrata solo un mezzo, nel vero senso della parola. uno strumento che deve essere il più comodo e pratico possibile, il cui acquisto è subordinato alle mie risorse economiche; e credo che la crisi costringa a questo ragionamento oramai la maggior parte delle persone. forse se ne renderanno conto e forse anche la pubblicità si dovrà adeguare ad un linguaggio meno artificialmente esaltato, cercando ed offrendo
quella sobrietà e quella concretezza che io penso siano alla base del ripensamento necessario per ripartire su basi diverse, concrete, etiche. anche se poi in realtà immagino manifestini chiassosi per l'ultimo modello di paratia anti allagamento da installare alle porte di chi vive nelle case fronte mare, dopo lo scioglimento dei ghiacci.